• Nicola

I pilastri dell’Inbound Marketing

Content is King! Come sappiamo da anni contenuto è fantastico, ma non può funzionare da solo. Né è destinato a sostituire altre tecniche promozionali. Ha senso solo quando è usato per alimentare e completare altre attività in linea con i tuoi obiettivi aziendali.

Solo per fare alcuni esempi, il contenuto funziona alla grande insieme al community management, alla pubblicità sui social media, alla SEO, alle Relazioni Pubbliche, alla Conversion Rate Optimization, all’Influencer Marketing.



Mentre il Content Marketing si concentra essenzialmente sulla creazione di contenuti, l’Inbound Marketing si può considerare come un quadro più ampio entro il quale utilizzare vari approcci, insieme ai contenuti, per conquistare i clienti e mantenerli nel tempo.

Ma andando sul pratico, cosa c’è oltre al contenuto? Ecco i pilastri capisaldi di questa strategia:


1- La centralità del sito web

Tutta la tua attività di produzione e distribuzione di contenuti deve, prima o poi, portare persone sul tuo sito.

Questo ti potrà sembrare scontato, ma c’è una tendenza forte da parte di colossi tecnologici come Facebook e Google nel cercare di mantenere gli utenti dentro alla loro piattaforma. Per raggiungere questo scopo, offrono alle aziende strumenti sempre più evoluti (come le lead ads di Facebook o Shopping di Instagram) con funzioni prima possibili solo tramite un sito web.

Le tendenze pilotate dai colossi del web ci portano ad ipotizzare un futuro più o meno prossimo in cui si possa fare a meno del sito. Ma è anche vero che nel momento in cui scrivo, il sito web è ancora il fulcro dell’attività di marketing digitale.

Come siamo stati abituati fin da bambini a comprendere che è meglio possedere una casa che essere in affitto, così è meglio avere un media proprietario che “affittare” uno spazio su una piattaforma altrui.

Le piattaforme social sono preziose per il business, ma è sciocco sacrificare i tuoi mezzi proprietari a favore di una presenza in affitto.

Sulle piattaforme di social media giochi secondo le regole dettate da qualcun altro, che agisce per i suoi interessi, non per i tuoi.

Costruisci prima la tua piattaforma, dove sei tu a fare le regole, a controllarne l’evoluzione, a possedere i dati dei clienti.


2- L’analisi del mercato

Se il contenuto è il cuore dell’Inbound Marketing, l’analisi è il suo cervello.

Il metodo Inbound parte dal presupposto che non sia possibile produrre e distribuire contenuti che siano davvero rilevanti per un dato pubblico, se prima non si conosce molto bene quel pubblico.

Crea il miglior contenuto della storia su come cucinare la carne alla griglia. È un contenuto utile e di valore? Certamente sì, per un pubblico di onnivori. Ma prova a mostrarlo ad un pubblico diverso

L’analisi del pubblico e del suo customer journey sono punti che non si possono ignorare.


3- La misurazione dei risultati

Se non misuri, non saprai se i tuoi sforzi nel produrre e distribuire contenuti stanno effettivamente portando risultati economici.

Se sei un consulente, dovrai mostrare al tuo cliente qualcosa di più che visualizzazioni, numero di “Mi piace” e condivisioni, nella tua reportistica.

L’Inbound Marketing è un metodo figlio dell’era digitale, e il digitale è, per sua natura, estremamente tracciabile.


4- La fidelizzazione

Pur essendo un grande obiettivo, vendere non deve essere il fine ultimo del marketing, e certamente non lo è dell’Inbound Marketing. La fidelizzazione del cliente deve esserlo.

E non solo per motivi etici.

Secondo questo studio dell’Harvard Business Review, aumentare i tassi di fidelizzazione dei clienti del 5% porta sul lungo periodo ad un incremento dei profitti dal 25% al 95%.

Il sempre più alto costo di acquisizione rende molte relazioni con i clienti poco redditizie nel breve termine. Ma quando il costo di servire i clienti fedeli scende e il volume dei loro acquisti aumenta, le relazioni generano grandi ritorni.

Inoltre, un cliente contento porterà anche nuovi clienti tramite passaparola e referenze. Quest’altro studio suggerisce che i clienti soddisfatti raccontano la loro esperienza positiva ad altre nove persone, mentre i clienti insoddisfatti probabilmente parleranno delle loro esperienze negative ad altre 22 persone.


Devi continuare a comunicare, a produrre contenuti di valore e a misurare i tuoi sforzi anche dopo la prima vendita.



Il vero vantaggio competitivo, nel mondo iperconnesso ed ipercomunicante di oggi, è la capacità di creare contenuti utili, divertenti, emozionanti, memorabili.

Così, nella nuova era dell’Inbound Marketing, le aziende diventano editori, produttori di contenuti, videomaker, educatori, intrattenitori, artisti, persino cabarettisti.

In questo modo, il marketing passa dall’essere un fastidio necessario ad essere un valore per gli utenti.

Nell’era Inbound, la focalizzazione sul cliente non riguarda più solo la sua soddisfazione per mezzo dei prodotti e servizi, ma anche per mezzo del marketing e della comunicazione.

E la vendita diventa così la naturale conseguenza di questa soddisfazione.

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